
Quando si parla di alimentazione complementare, l’attenzione si concentra spesso su quantità, schemi e nutrienti. Ma siamo sicuri che la nutrizione sia l’aspetto più importante di questo viaggio?
Certo, l’obiettivo è guidare i bambini a diventare mangiatori consapevoli, ma lungo il percorso ci sono scoperte e momenti preziosi che hanno un grande valore per la loro crescita.
Con alimentazione complementare ci riferiamo al periodo in cui il bambino inizia a conoscere e sperimentare gli alimenti, che si affiancano al latte materno o formulato. Quest’ultimo resta il nutrimento principale fino al primo anno di vita.
Intorno al sesto mese vengono introdotti cibi solidi o semisolidi, con lo scopo non solo di fornire energia e nutrienti, ma soprattutto di farli scoprire, assaggiare e vivere come esperienza.
L’alimentazione complementare non è solo nutrizione, ma anche un’occasione di crescita psicomotoria, cognitiva e sociale.
Permette ai bambini di sviluppare autonomia: lasciateli prendere il cibo con le mani, provare a usare le posate, sperimentare consistenze e forme. Attraverso il tatto, l’olfatto e l’udito, oltre che il gusto, i piccoli imparano a conoscere il mondo e a fidarsi delle proprie capacità.
Il momento del pasto diventa anche un’esperienza sociale e affettiva. Mangiare insieme permette ai bambini di osservare, imitare e imparare. Ma significa anche condividere tempo di qualità, cogliere sguardi e segnali, imparare il rispetto reciproco.
La tavola è un luogo di relazione, dove il cibo diventa veicolo di comunicazione e scoperta.
Offrire alimenti diversi per gusto, colore e consistenza aiuta i bambini ad aprirsi alla varietà e a costruire basi per un’alimentazione equilibrata e sana nel lungo periodo. La diversità diventa un’educazione al gusto, che li accompagnerà anche da grandi.
L’alimentazione complementare non deve essere una corsa a numeri, schemi o tabelle. È un percorso da vivere insieme, con curiosità e leggerezza.
Lasciatevi guidare dai vostri bambini: osservateli mentre scoprono nuovi sapori, divertitevi con loro e soprattutto godetevi la magia di vederli crescere non solo come piccoli mangiatori, ma come persone che imparano a conoscere sé stesse attraverso il cibo.
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